Un cucciolo di Pom e le basi alimentari.

introduzione:

Un cucciolo di 3-4 mesi (periodo in cui si può portare a casa), è come un bambino. Il nuovo proprietario dovrà seguire i consigli del proprio allevatore e continuarlo ad alimentare come gli è stato indicato. Dobbiamo preoccuparci dei suoi fabbisogni alimentari, pensando al corretto sviluppo della sua muscolatura, in modo da consentirgli una crescita ed una vita sana. E’ il motivo per cui vedremo in questo articolo, quali sono le basi alimentari di fondamentale importanza, per non inceppare in problemi futuri grazie alla corretta gestione dell’ alimentazione durante il primo anno di vita.

Un cucciolo di Pom, le basi sull’alimentazione:

Può capitare e non raramente, che il cucciolo di Pom entrando nella nuova casa, può subire dei cambiamenti, potrà essere svogliato e privo di appetito. Le cause possono essere molte, tra cui anche quella di non dover più condividere le ciotole con i sui fratelli, quindi avrà più tempo a disposizione per mangiare serenamente senza che nessuno gli porti via il cibo. Ma se questo digiuno si dovesse prolungare per più di un giorno, presta attenzione. Mai pensare che quando avrà fame mangerà da solo, soprattutto se si ha a che fare con soggetti di pochi mesi.

In questo caso il nostro cucciolo di Pom va aiutato e stimolato. Si può provare ad invogliarlo provando a nutrirlo diversamente, somministrandogli qualsiasi altro alimento, purché gli provochi lo stimolo dell’appetito. Ricorda che un buon allevatore, resta disponibile anche dopo la consegna del cane. Questo perché se la cosa si fa problematica e non notiamo miglioramenti con del cibo sostitutivo e più appetitoso, potremmo contattare sia l’allevatore o il veterinario che proverà a consigliarci la migliore soluzione, nella scelta degli alimenti alternativi. Un’informazione che tengo a farti sapere, è che un periodo prolungato di digiuno in un cucciolo può provocare il collasso glicemico e molti altri rischi connessi. Questo argomento “ipoglicemia da digiuno” lo approfondiremo nel paragrafo seguente.

Ma se l’inappetenza prolungata può provocare pericoli, anche un cucciolo che mangia dosi eccessive di cibo può riscontrare problemi, come diarrea e disturbi intestinali. Se nutriamo il cucciolo con il cibo secco, dovremmo seguire i dosaggi scritti dietro la confezione, tenendo presente anche il tipo di vita che conduce il nostro amico a 4 zampe. A volte nel retro della confezione di alcune buone marche, puoi trovare indicato il dosaggio in base al rapporto età/consumo di energie. I pasti giornalieri dovranno essere: 3/4 pasti al giorno dai tre ai cinque mesi, per poi passare a 2 dai sei mesi in poi. Se si volesse seguire una dieta casalinga sin da subito, si consiglia di parlarne con un veterinario esperto, che saprà indicarvi la via migliore.

Ipoglicemia cos’è e cosa fare:

L’ipoglicemia, problematica tipicamente riscontrata nelle razze di piccola taglia soprattutto durante i primi mesi di vita, è un abbassante del livello glicemico nel sangue, per via di uno scarso apporto di glucosio. Si manifesta con sintomi come: mancanza di forze, letargia, movimenti scoordinati, lenti o confusionali, tremore; che in mancanza di un tempestivo soccorso, possono provocare il collasso. L’ipoglicemia, in questo caso, può essere causata da pasti insufficienti o assenti, che associandola ad un’attività fisica intensa che può condurre un cane durante la giornata, può provocare un brusco abbassamento glicemico.

Cosa fare in caso di emergenza? E’ tempestivo come primo soccorso, far assumere per via orale al cucciolo zucchero o preferibilmente del miele, da porre sulla lingua o palato. In caso di non recupero, portare velocemente il cucciolo in una struttura attrezzata per il ricovero. Fai ben attenzione! Come spiega Beatrice Airoldi (All. Love and Cotons), sino ai 6 mesi d’età, il rischio di un collasso glicemico è maggiore, anche dopo sole più di 4 ore di digiuno.

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