Parassiti più comuni dei cani. Zecche, pulci e rogna.

Cosa sono i parassiti dei cani:

I parassiti dei cani sono piccoli animali come zecche e pulci che si presentano con maggior frequenza durante la stagione estiva. L’animale domestico come cane, gatto, coniglio ecc. diverranno ospiti ideali per queste specie, che attaccheranno la cute diventandone la causa di dermatiti, infezioni e altre problematiche. Alcuni di questi parassiti riescono a spostarsi dall’animale all’uomo. Vediamo quali sono i parassiti più comuni che potranno attaccare i nostri Spitz, i nostri cani od altri animali domestici.

Pulci:

Le pulci (Ctenocephalides) sono tra i parassiti più comuni dei cani, che riescono a raggiungere anche i soggetti che vivono gran parte delle loro giornate in appartamento. Si annidano tra il pelo del cane e si cibano del loro sangue attraverso il loro apparato boccale. Una singola pulce può vivere alcune settimane, produce circa 50 uova al giorno. Le uova cadono nell’ambiente esterno ma anche, su divani, tappeti, letti ecc, da dove nasceranno le larve che diventate adulte, salteranno sul primo cane o animale nelle loro vicinanze. I cani ed i gatti si infestano facilmente soprattutto se vivono all’esterno o vengono a contatto con animali già infestati. Ma le pulci possono trovarsi con facilità anche in appartamento. Basterebbe un esemplare femmina che accidentalmente entri in casa in vari modi, per iniziare un ciclo d’infestazione.

Ciclo vitale e sintomi:

Il loro ciclo vitale, a secondo dell’ambiente, dura dai 12 giorni ai 6 mesi; prediligono la stagione estiva dove al concentrazione di pulci è di gran lunga maggiore. In appartamento, favorevole una buona condizione ambientale, il loro ciclo può durare e ripetersi tutto l’anno. Le pulci possono infestare anche l’uomo, ma ciò accade raramente, in quanto potendo scegliere, preferiscono cani e gatti.

I sintomi più frequenti causati da questi parassiti sui nostri animali sono prurito, irritazione della cute, mordicchiamento e perdita di pelo. Le lesioni ed il prurito si avranno maggiormente sul dorso del cane e attorno alla base della coda, dove si concentrano un maggior numero di pulci. Non è facile scovare le pulci tra il pelo dei cani per via delle loro piccolissime dimensione e per gli spostamenti rapidi. E’ più facile scovarle tramite le feci che rilasciano sulla cute e tra il pelo dell’animale, si tratta di piccoli puntini neri simili a granelli di sabbia scuri.

Infestazioni, trattamento e controllo:

Forti infestazioni di pulci possono provocare anemie, soprattutto nei soggetti giovani; un’altra condizione abbastanza frequente è la DAP (dermatite da allergia alle pulci). In questo caso il cane allergico alla saliva di questi parassiti, può presentare prurito intenso anche in presenza di una singola pulce. Ma i sintomi possono essere anche più gravi come escoriazioni cutanee, perdita di pelo ed infezioni cutanee secondarie. Le pulci possono trasmettere anche la Tenia Dipylidium caninum, un parassita intestinale.

Il trattamento ed il controllo per questi parassiti si effettua facilmente tramite l’assunzione di prodotti commercializzati come fiale o pasticche, da assumere una volta al mese. Il trattamento si effettua da marzo a novembre, cioè nella stagione di maggior riproduzione di questi animali. In alcuni casi il veterinario potrebbe consigliare un prolungamento anche nel periodo invernale, dato che le pulci possono sopravvivere in casa. Per i soggetti colpiti da DAP, il trattamento sarà costante per tutto l’anno, da effettuare anche sui soggetti conviventi. Vanno trattati tutti gli animali in possesso (cani, gatti, conigli ecc.) applicando sempre i consigli del proprio veterinario. I prodotti possono essere differenti da animale ad animale. Alcuni di questi non si limitano ad allontanare gli esemplari adulti, ma impediscono anche lo sviluppo di larve ed uova presenti nell’ambiente.

Zecche:

Le zecche sono artropodi, appartenenti alla famiglia degli aracnidi, parenti quindi dei ragni. Si nutrono del sangue degli animali ospiti causandone debilitazione e malattie infettive secondarie. Occasionalmente colpiscono anche l’uomo. Le zecche del cane dette anche zecche dure, appartengono alla famiglia delle Ixodidae e le più comuni sono:

Rhipicephalus sanguineus: parassita soprattutto del cane e può trasmettergli in particolare la babesiosi (o piroplasmosi) e l’ehrlichiosi (in aumento negli ultimi anni). All’uomo può trasmettere la rickettsiosi (febbre bottonosa)

Ixodes ricinus (zecca dei boschi): parassita soprattutto del cane ma anche dell’uomo, uccelli e roditori. Può trasmettere la malattia di Lyme (borreliosi), sia al cane che all’uomo

Dermacentor reticulatus: può trasmettere la babesiosi al cane.

Ciclo vitale ed infestazioni:

Il ciclo vitale della zecca ha 4 fasi (uovo, larva ninfa e adulto) ed ognuno di questa, tranne l’uovo, ha bisogno di un pasto di sangue prima di passare allo stadio successivo. Può comunque rimanere per un lungo periodo a digiuno. Le zecche sono dotate di un lungo arpione con il quale penetrano nella cute per cibarsi del sangue. Le femmine adulte si nutrono fino ad aumentare 100 volte il loro peso. Il pasto della zecca può durare giorni o settimane e rimane costantemente attaccata all’ospite.

Terminato il pasto, la zecca si stacca e si lascia cadere a terra dove depone dalle 100 alle 6000 uova a secondo dell’esemplare. Le uova deposte dove la vegetazione è fitta, si schiudono entro due settimane, dando vita alle larve in cerca del primo ospite e del primo pasto. Individuato l’animale che di solito è un uccello od un roditore, le larve rimangono attaccate per diversi giorni. Di segugio si lasceranno cadere ancora a terra. Inizia cosi la fase di ninfa che a sua volta cercherà nuovamente un ospite (uccello, roditore, animale domestico o persona).

Terminato il nuovo pasto la ninfa si lascerà nuovamente cadere a terra e diventerà adulta che a sua volta cercherà nuovamente un animale da cui cibarsi. Gli adulti, femmine e maschi, rimangono attivi per tutto l’autunno. La zecca si accoppia quando è ancora sull’animale per poi cadere, rimane inattiva per tutto l’inverno e depone le uova nella primavera successiva. I maschi invece moriranno. Le zecche si nascondono nell’erba ed aspettano il passaggio di un animale ospite, per poi attaccarsi rapidamente. Il morso è indolore.

Un loro attacco solitamente non provoca conseguenze gravi e sono facilmente risolvibili con le applicazioni di un antiparassitario. In casi rari, possono però portare malattie infettive secondarie importanti, come la paralisi da zecche, favorita dalle neurotossine inoculate tramite saliva nell’ospite. Fortunatamente prima che questo accada passa del tempo (circa 48 ore). La rapida rimozione delle zecche e trattamenti con antiparassitari, previene questo problema. Questi prodotti facilmente acquistabili sotto forma di fiale, pasticche o collari, coprono la maggior parte dei parassiti, quindi anche pidocchi e pulci. Un consiglio del veterinario saprà consigliarvi cosa scegliere in base ad ambiente e stile di vita del cane.

Come rimuovere le zecche:

Dopo ogni passeggiata in boschi, vallate e prati frequentati da greggi ed altri animali, è importante controllare il cane. Per individuare le zecche, bisognerà esplorare il corpo dell’animale, considerando che solitamente si concentrano maggiormente su testa, orecchie, collo e dita, ma è possibile trovarle da per tutto. Soltanto dopo aver spostato il pelo ed aver accuratamente verificato che si tratti di una zecca (deve aver le zampe) e non di croste cutanee o capezzoli, bisognerà rimuoverla con una pinzetta tipo quelle delle ciglia. Bisognerà immobilizzare la cute del cane con una mano e con l’altra afferrare la zecca il più vicino possibile all’arpione, tirare delicatamente ma con decisione verso l’alto senza torcere o schiacciarla. E’ importante non schiacciarla! Molti impiegano alcol, benzina od altre sostanze per stordire la zecca prima della rimozione, ma questo è sconsigliabile in quanto la zecca lascerà fuoriuscire la saliva nella ferita cutanea.

Una volta rimossa, verificare che sia venuta via con tutto il rostro. Anche se quest’ultimo rimanesse infilzato nella cute del cane, non provoca conseguenze gravi se non una modica reazione locale. Dopo la rimozione disinfettare la cute. E’ normale che si verifichi un’infiammazione od un nodulo granulare nella nella parte punta, che può rimanere per alcune settimane. La zecca non va schiacciata ma possibilmente bruciata.

Dermatite da Malassezia:

La dermatite da Malassenzia è una malattia provocata da funghi, già presenti in condizioni normali ed in basso numero, sulla cute di cani e gatti. I lieviti possono moltiplicare e provocare la malattia, che compare maggiormente su soggetti con altre malattie dermatologiche come allergie. E’ rara nei gatti, più frequente nei cani. Gli animali con dermatite di Malassenzia presentano prurito intenso, emanano cattivo odore e lesioni cutanee come eritema e forfora, con aspetto untoso nella zona interessata. In condizioni più gravi compaiono ispessimento e colore scuro della pelle. La malattia è spesso associata ad otite esterna, a volte colpisce anche le unghie, manifestandosi con un materiale untoso e scuro alla base delle stesse. Nei gatti la dermatite da Malassenzia è spesso associata a malattie più gravi, come forti allergie, malattie sistematiche virali, neoplastiche.

L’esame citologioco è solitamente sufficiente per diagnosticare la malattia, grazie anche alla facile osservazione dei lieviti. L’aiuto di farmaci appositi è sufficiente nel risolvere la dermatite da Malassenzia nell’arco di 3/4 settimane. C’è la possibilità che questo sia un problema ricorrente, in questo caso sarà necessaria un’accurata visita ed arrivare alla diagnosi per cui questi lieviti moltiplicano incontrollati. La prevenzione si basa nella pulizia delle orecchie con prodotti naturali, tagliandone anche il pelo in eccesso che ostruisce l’areazione. Questo è sopratutto indicato nei cani con orecchie pendule.

Rogna sarcoptica (scabbia):

La rogna sarcoptica, conosciuta anche come scabbia, è causata dal parassita Sarcoptes scabiei. Si tratta di acari microscopici che penetrano nella cute del cane o del cucciolo, causandone vari problemi come prurito intenso e perdita di pelo. Tutti i cani, di qualsiasi razza e di qualsiasi età, sono a rischio. Anche se può essere trasmessa ad altri animali come gatti, furetti, uomo ed ecc. questo acaro preferisce vivere la sua breve vita sul cane. La femmina scava dei tunnel nella cute dell’ospite; tunnel che possono raggiungere diversi centimetri di lunghezza, dove poi depone le uova e muore. L’intero ciclo vitale dura 2-3 settimane.

Nel giro di 3-8 giorni le uova si schiudono dando vita alle larve, che si differenziano dall’esemplare adulto perché hanno 6 zampe; 8 invece la forma adulta. Gli adulti si accoppiano continuando un ripetitivo ciclo vitale. Questi acari riescono a sopravvivere nell’ambiente per alcuni gironi; in condizioni favorevoli con fresco ed umidità riescono a vivere anche per 22 giorni lontano dall’ospite. In un ambiente domestico sopravvivono dai 2-6 giorni. I cani vengono quindi infestati sia per contatto, sia attraverso l’ambiente.

Diagnosi e terapia:

La diagnosi per rogna canina consiste nel raschiamento cutaneo e l’identificazione di questi acari al microscopio. Purtroppo capita e molto spesso, che l’esito risulti negativo ma non escluda la presenza di rogna sarcoptica. Per la maggior parte dei casi ci si basa quindi attraverso una risposta al trattamento. Ad oggi esistono anche esami sierologici per individuare anticorpi verso questo parassita. La terapia, tempo fa consisteva in bagni antiparassitari, scomodi da effettuare. Ad oggi esistono trattamenti topici mensili molto più semplici, che in alcuni casi garantiscono contemporaneamente protezione contro gli altri parassiti. Esistono anche farmaci da somministrare per via orale od iniettabili che devono comunque essere somministrati dopo un controllo del veterinario. Anche un bagno cheratolitico e antiseborroico facilita la terapia ed i trattamenti vanno effettuati a tutti i cani conviventi. La rogna canina può essere trasmessa alla persona dal proprio animale, ma risulta innocua e provoca un prurito temporaneo.

Altre malattie parassitare:

Ancylostoma caninum: Allo stato adulto si localizza nel duodeno fissandosi alla mucosa. La penetrazione nell’ospite avviene maggiormente per via cutanea, meno frequente per via orale.

Tenia: Come detto anche precedentemente, il vettore di questo parassita è la pulce del cane e del gatto. l’infestazione avviene per l’ingestione di pulci dal proprio mantello e si rende visibile nelle feci, grazie alla presenza di granuli simili a chicchi di riso.

Giardia: La Giardiasi si manifesta con diarrea acuta o cronica. La causa è l’assunzione di alimenti e bevande contaminate da cisti

Toxocara canis: è l’ascaride più frequente nel cane, sono qui vermi simili a lunghi spaghetti ritrovabili nelle feci. L’infestazione avviene sia per via transplacentare, sia tramite l’ambiente esterno.

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