Coprofagia, il cane che mangia le feci.

Coprofagia, introduzione:

Con il termine coprofagia (copros= feci, phagein= mangiare) si indica il comportamento di un cane che mangia le feci. Per quanto questo gesto può risultare sgradevole ai nostri occhi, è un evento abbastanza comune. Si sostiene che il mangiare i propri escrementi, è un comportamento che poggia le sue radici nei lupi, antichi antenati dei cani, il quale mangiavano le proprie feci per far sparire le tracce a simili e predatori. Stabiliamo i tre tipi di coprofagia:

autocoprofagia: il cane che magia i propri escrementi.

Coprofagia intraspecifica: Il cane che mangia le feci di altri sui simili.

Coprofagia interspecifica: Un animale che mangia le feci di animali di specie diversa.

La coprofagia è un evento che allarme i proprietari dei cani che ne soffrono, alla quale cercano di trovare una spiegazione se non una soluzione. Se anche il tuo cane soffre di coprofagia, prosegui la lettura di questo articolo.

Coprofagia, quando è patologia, abitudine e le motivazioni:

La coprofagia è un comportamento da considerare naturale nei cuccioli di 4-5-6 mesi in quanto curiosi di esplorare il mondo. Ma oltre tale periodo, rischia di divenire patologico ed assume il termine di pica (patologia che porta il cane ad ingerire tutto ciò che non è commestibile: feci, sassi, oggetti, ecc.) Le cause per cui può insorgere tale comportamento sono svariate e tra le ipotesi troviamo:

PROBLEMI DI SALUTE GASTROINTESTINALI:

All’insorgere dei primi eventi di coprofagia, è bene prenotare una visita dal proprio veterinario in modo da escludere problemi di salute intestinali. Questi problemi sono: insufficienza pancreatica, pancreatite, infezioni intestinali come ad esempio vermi e sindrome di malassorbimento. Il sintomo in comune tra le problematiche elencate, potrà essere diarrea frequente.

ERRORI DEL PROPRIETARIO E RICERCA DI ATTENZIONI:

Tra le cause per cui può insorgere la coprofagia patologica nel cane, ci sono gli errori di molti proprietari che non sanno come intervenire di fronte a tale problema. Ad esempio sgridarlo con foga quando ingerisce le feci, non causerà altro che rafforzare il suo comportamento. Anche sgridare il cucciolo che defeca in casa, sbattere il muso sui propri escrementi per fargli capire che questo comportamento è sbagliato, potrà portarlo in seguito a ripulire ciò che ha fatto, ingerendo il bisogno per nasconderlo evitandosi una nuova sgridata.

A volte il cane mangia le feci in ricerca di attenzioni; soprattutto se vive in un ambiente privo di stimoli, si annoia ed ha un padrone poco presente, il cane ingerisce gli escrementi interpretando tale comportamento, come un modo per attrarre la vostra attenzione. Altri invece per gioco, imitano i propri padroni che raccolgono le feci, per questo motivo se si ha un cucciolo che sembri soffrire di coprofagia, meglio non farsi vedere quando si ripulisce il luogo dagli escrementi.

ATTEGGIAMENTO MATERNO:

Per una mamma è un atteggiamento naturale quello di ingerire gli escrementi dei propri cuccioli. Oltre che tenere pulita la cuccia, interviene nella zona anale con la lingua per insegnare loro a fare bene i propri bisogni.

ALIMEMTAZIONE SBAGLIATA E GUSTO:

Per alimentazione sbagliata si intende errori di somministrazione. Cibo scadente e somministrato in maniera irregolare, può indurre il cane a mangiare le feci per soddisfare la fame. Per quanto sgradevole, molti le trovano appetibili, soprattutto quelle di gatti e cavalli. La teoria che sostiene che: il cane che mangia i propri escrementi ha carenze di sali minerali, non trova riscontri scientifici ed entra a far perte, di miti nutrizionali.

Come risolvere la coprofagia:

Per risolvere la coprofagia dobbiamo intervenire sulla causa che ha scatenato il problema. Va subito effettuata una visita dal veterinario che escluda patologie più gravi come problemi di salute. La cosa più importante da fare, sin da quando è cucciolo, sarà quello di mantenere il luogo quotidianamente pulito. Se il problema sono gli errori dei proprietari, è bene dedicare del tempo al cane. Portarlo spesso in giardino insegnandogli a fare i bisogni fuori, non sgridandolo se si trovano feci in casa e distrarlo con giochi in modo da attirare la sua attenzione quando si reca verso gli escrementi. Ridurre la noia del cane, giocarci insieme, premiarlo ogni tal volta che si comporta come lo si vuole educare, instaurare un buon rapporto di empatia e fiducia, ridurrà l’insorgere di futuri disturbi psichici, come la coprofagia.

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